1- Ciao Massimo. Ci racconti qualcosa di te dal punto di vista biografico?

Sono salentino di origine ma sono cresciuto musicalmente e artisticamente in Toscana a Pisa.Ci ho vissuto più di vent’anni, prima mi sono laureato alla Facoltà di Lettere e Filosofia e successivamente ho lavorato in ambito artistico come pittore, scenografo e illustratore.

Parallelamente in musica ho fondato i Working Vibes che negli anni 2000 sono stati tra i gruppi reggae più attivi in Italia. Precedentemente sono stato molto attivo come Mc a fianco di dj, collaborando con molti sound system.

2- Voce del Verbo Spoken è il tuo primo disco solista. Ci racconti qualcosa di come è nato il progetto? E soprattutto perché si chiama così?

Si chiama così perché è un progetto che mette al centro della sua ricerca la scrittura per la poesia orale, di conseguenza la pratica dello spoken word. I testi che trovate nel disco sono nati tutti per gli slam poetry a cui ho partecipato, slam poetry dei quali sono uno dei primi frequentatori e rappresentanti soprattutto in Puglia. Sul tubo trovate anche cose molto datate nelle quali pratico lo spoken word, modalità con la quale in maniera cosciente mi sono avvicinato agli slam. Oggi a fare slam nella mia regione siamo in tanti ma tanti anni fa eravamo veramente in pochi, molti ci si sono avvicinati perché scrivevano, ma quasi nessuno aveva consapevolezza di cosa fosse uno slam e la storia che questa pratica si portava dietro, le sue origini e l’humus culturale che li aveva generati. Il fatto che questo sia avvenuto è stato comunque un bene, e anche io ho cercato di alimentare la fiamma.

3- Cosa troviamo dal punto di vista dei contenuti?

Ci troverete molte cose delle quali mi interessa parlare, esperienze, politica, ricordi e la voglia di farlo attraverso un racconto catartico, scritto quasi di getto e con poche concessioni alle strutture pensate in funzione di un prodotto. Preferisco sempre i processi ai prodotti sia in musica che in arte. Sono un artista che ha fatto del surrealismo la sua pratica preferita.

4- Lo stile che proponi è davvero particolare. Quali influenze o artisti ti ispirano?

Abbiamo tutti dei maestri dai quali però a una certa età bisogna liberarsi, in modo che nelle nostre ali si vedano anche le loro piume. I miei preferiti sono i vari Linton Kwesi Johnson, Gil Scott-Heron, Francesco Guccini, Leo Ferre’, Enzo Jannacci, Piero Ciampi, e gruppi come i Clash, i primi Sud Sound System, Last Poets e molto molto altro.

5- Il videoclip Vado a su Urano che tipo di concept concettuale e simbolico ha?

È una presa di coscienza sul concetto di tempo, che con una ironia amara e visionaria racconta un elenco di stereotipi e situazioni da abbattere per viverselo meglio. Urano è l’unico pianeta che girando al contrario sembra adatto a un rapporto più pacifico tra l’uomo e il tempo, naturalmente sono intuizioni poetiche che grazie alla parola divengono racconto.

6- Come hai deciso di collaborare con la Phlegma dub band?

Phlegma Dub Band è il nome che Emanuele Flandoli ( produttore artistico) ha dato ai
musicisti che ha contattato per le musiche del disco. Tutto nasce per questo disco. Dal vivo attualmente siamo io alla voce, Emanuele al basso e Lorenzo Lorenzoni che suona il trombone, insieme suonano su strutture di batteria preregistrate. Emanuele usa anche il mixer dubbando parecchie parti.


7- State pensando a un mini tour per presentare il disco?

No, stiano vivendo alla giornata, vediamo come andrà, a chi susciteremo interesse, con chi saremo in sintonia. Per ora chi ama la poesia e le sue propaggini che toccano i luoghi della musica, sembra essere molto interessato, e i giudizi sembrano essere molto positivi.

8- Dove si può ascoltare o comprare l’album?

Nei live! È il modo migliore per decidere di premiarci con l’ acquisto del disco, ci venite ad ascoltare e se vi siamo piaciuti acquistando il disco chiudete il cerchio, per riaprirne un altro nell’ascolto in privato. Se proprio non riuscite a raggiungerci potete scrivere alla pagina instagram voce.del.verbo.spoken e troveremo un modo per farvelo avere.