Torna Leanò, in bilico tra le atmosfere urbane e quelle di un mondo subacqueo e sommerso, con un nuovo singolo in uscita mercoledì 16 ottobre 2024 su tutte le piattaforme digitali. Un nuovo capitolo per una delle voci più interessanti di Milano, dopo un’estate di silenzio che ci regala una lettera raccontata con parole sussurrate, melodie dolci e suoni onirici.
“caselle di posta” è una carezza delicata. Parla dell’impotenza che si prova quando una persona a cui vuoi bene non vede il suo valore. Vorresti prestarle gli occhi perché si possa vedere attraverso il nostro sguardo. È una lettera d’amore che cerca di far stare bene una persona cara ricordandole piccoli momenti di felicità passata: quando la pelle era ricoperta di salsedine e gli unici problemi erano i treni in ritardo e la paura di tuffarsi dagli scogli.

Questo singolo ha posto ufficialmente fine all’estate, e noi non potevamo che avere una fine migliore di questa. Abbiamo parlato con Leanò, tra Milano e il Cilento, un nuovo singolo e un disco in uscita!
- A cosa fa riferimento il titolo del tuo singolo “Caselle di Posta”?
Si riferisce a una parte del testo: “le finestre di casa tua sono caselle di posta da cui non entra mai il sole”. Mi sono immaginata un atrio di una casa milanese: la luce entra dalle finestre e dalla porta e magari un po’ anche dalle fessure delle caselle di posta, come portatrice di vitalità, luminosità profonda. Nella situazione che descrivo, però, la luce non entra neanche dalle piccole fessure delle caselle di posta.
- Spesso nei tuoi brani troviamo riferimenti a messaggi, messaggi vocali… E questa volta le “caselle di posta”. Quanto questi mezzi influenzano le tue relazioni e la tua scrittura?
Onestamente non ci avevo pensato. A quanto pare talmente tanto da non rendermene conto (?). Siamo talmente immersi nell’essere costantemente reperibili che questo dialogo mediato è diventato parte dell’essere umani, quindi anche delle canzoni.
- E, dal momento che hai passato un’estate in silenzio. Ci racconti com’è andata la tua ultima estate?
Bene! Ho scritto un po’, mi sono staccata dalla città e ho recuperato un tempo di vita non frenetico, umano.
- Abiti a Milano ma sempre nei tuoi pezzi ritroviamo spessissimo il mare. Come mai? E come puoi ritrovare queste sensazioni “marittime, in una città come Milano?
Sono per metà del Cilento. Per me è un’oasi: mi ha sempre permesso – nel bene e nel male – di recuperare uno spazio interno che a volte è facile lasciarsi sfuggire nelle grandi città. Come ritrovarlo in città non lo so, forse non lasciandosi travolgere da ritmi che non ci appartengono? Forse non è una risposta che fa figo, ma la verità è che di solito lo recupero andandomene, stando molto da sola o in natura.
- Stiamo aspettando un nuovo disco, o continuerai coi singoli?
Uscirà un EP 🙂
