Il rap può ancora essere uno strumento per raccontare il disagio, mettere in discussione il presente e difendere la propria identità. Goodbye Marco parte da questa esigenza per costruire “MILANO, S***O E FANTASMI”, il nuovo album pubblicato il 16 ottobre.
Il progetto rappresenta la conclusione di un percorso articolato, iniziato con FANTASMI. e proseguito con S***O. Tre capitoli che affrontano aspetti diversi della stessa esperienza: il peso del passato, le contraddizioni dei rapporti umani e il rapporto con una città che diventa il simbolo di una lotta quotidiana.
Goodbye Marco e la necessità di raccontare qualcosa
In un panorama musicale in cui spesso l’immagine finisce per occupare più spazio del contenuto, Goodbye Marco sceglie di concentrarsi su ciò che vive e osserva.
La sua scrittura nasce da un’insofferenza verso le dinamiche contemporanee, dalla difficoltà di riconoscersi in una società dominata dalla competizione e dalla sensazione che autenticità e valori siano diventati elementi sempre più sacrificabili.
“MILANO, S***O E FANTASMI” affronta queste tematiche senza costruire un personaggio invincibile. L’artista mette in discussione anche le proprie debolezze, raccontando il rapporto con le dipendenze, le relazioni sentimentali e la paura di perdere sé stesso.
È proprio questa esposizione personale a rappresentare uno degli elementi centrali del progetto.
Milano come metafora della scena e della società
Nel disco, Milano assume un significato che va oltre la dimensione geografica.
La città rappresenta le opportunità, le ambizioni e la fame di riuscire, ma anche i compromessi, le delusioni e la pressione a diventare qualcosa che non si è.
Goodbye Marco racconta il conflitto tra due impulsi opposti: andarsene per cercare una vita diversa oppure restare per dimostrare che è ancora possibile costruire qualcosa senza rinunciare alla propria identità.
Una tensione che si riflette anche nel rapporto tra artista e industria musicale, dove la ricerca di riconoscimento può facilmente entrare in contrasto con la libertà espressiva.
Un progetto costruito con Haru
Dal punto di vista musicale, l’album consolida la collaborazione tra Goodbye Marco e Haru, produttore principale dell’intero lavoro.
Chris interviene nelle coproduzioni di “2 GIRI” e “davvero ti diverti?”, mentre mmw contribuisce a “quante volte” e “PENSAMI”.
La tracklist comprende brani come “CHEAP”, “FUERZA”, “BOCCONE AMARO”, “MILANO, S***O E FANTASMI” e “PRIMA”, accanto alle tracce che hanno caratterizzato i capitoli precedenti.
Le collaborazioni con Not Good, Due Baci, Fè, Onnah e Yuma, oltre alla presenza dello stesso Haru, contribuiscono ad ampliare il progetto senza interromperne la continuità.
Un album che sceglie di non arrendersi
La forza di “MILANO, S***O E FANTASMI” risiede nella volontà di utilizzare il rap per esprimere un punto di vista, anche quando questo significa esporsi e mostrare le proprie contraddizioni.
Goodbye Marco non offre soluzioni semplici al disagio che racconta. Mette piuttosto in scena la difficoltà di convivere con un presente che sembra spingere continuamente verso la rinuncia.
La scelta finale, però, è quella di restare e continuare a combattere.
Un messaggio che restituisce al rap una delle sue funzioni più importanti: dare voce a chi non vuole adattarsi passivamente a ciò che lo circonda.
