Con S***O, Goodbye Marco prosegue il percorso iniziato con FANTASMI. e dimostra che è possibile affrontare temi universali senza ricorrere alle formule più scontate. Il nuovo EP, secondo capitolo di MILANO, S***O, FANTASMI., prende uno degli argomenti più raccontati nella musica urban e lo ribalta completamente: il sesso non è un trofeo da esibire, ma una lente attraverso cui osservare paure, dipendenze emotive e relazioni sempre più complicate.
È una scelta che racconta bene la direzione artistica dell’autore. Goodbye Marco continua a costruire un universo narrativo coerente, in cui ogni progetto aggiunge un tassello a una storia più ampia invece di vivere come un’uscita isolata.
Un EP che parla di relazioni, non di conquiste
Il titolo può far pensare a un lavoro provocatorio, ma bastano pochi minuti d’ascolto per capire che l’intenzione è completamente diversa.
In S***O il desiderio diventa il simbolo di un bisogno più profondo: quello di essere visti, compresi e amati. L’artista racconta relazioni che oscillano continuamente tra attrazione e distanza, tra il bisogno di lasciarsi andare e la paura di soffrire ancora.
Non c’è spazio per il personaggio invincibile. Goodbye Marco sceglie di mostrare il lato meno raccontato dell’intimità: quello fatto di dubbi, insicurezze e fragilità.
È una prospettiva che rende il progetto estremamente umano e che riesce a distinguersi in una scena dove, troppo spesso, la sessualità viene utilizzata soltanto come simbolo di status.
Milano continua a essere il luogo dove tutto prende forma
Come già accaduto in FANTASMI., anche in questo nuovo capitolo Milano rimane il centro emotivo della narrazione.
Non è soltanto la città in cui vivono i protagonisti delle canzoni, ma il luogo in cui ogni emozione viene amplificata. È una metropoli che offre infinite possibilità, ma che allo stesso tempo rende tutto più veloce: i rapporti, le aspettative, le delusioni.
Goodbye Marco racconta una Milano che costringe continuamente a scegliere tra il desiderio di fidarsi e la necessità di proteggersi. Un ambiente in cui amare sembra sempre più difficile, mentre costruire relazioni superficiali appare quasi la soluzione più semplice.
Da qui nasce una delle immagini più forti dell’intero progetto: una città dove odiare è gratis e amare costa caro.
Un lavoro costruito sull’intesa con Haru
Anche sul piano musicale S***O conferma un’identità ormai ben definita. Le produzioni di Haru accompagnano il racconto con equilibrio, lasciando che siano i testi a guidare ogni traccia.
Il sound alterna momenti più raccolti ad altri più energici, seguendo il percorso emotivo dell’EP senza mai perdere coerenza. È un lavoro che dimostra quanto la sintonia tra artista e producer possa fare la differenza nella costruzione di un progetto.
Le collaborazioni con Due Baci, Fè e Onnah si inseriscono naturalmente nel concept, aggiungendo nuove prospettive senza snaturare la visione complessiva del disco.
Sei tracce che raccontano un’unica storia
La tracklist segue un filo narrativo preciso. Da 2 GIRI fino ad arancia e avocado, ogni brano affronta una sfumatura diversa dello stesso tema.
Ci sono il desiderio, la dipendenza emotiva, le aspettative che si costruiscono sugli altri, le relazioni che finiscono prima ancora di iniziare e la paura di rimanere soli. Tutto viene raccontato con una scrittura diretta, capace di alternare immagini molto concrete a riflessioni più intime.
Questa continuità rende S***O un EP da ascoltare dall’inizio alla fine, senza la sensazione di trovarsi davanti a una semplice raccolta di singoli.
Goodbye Marco continua a costruire una propria identità
In un panorama in cui molti artisti rincorrono le tendenze del momento, Goodbye Marco sembra interessato a costruire qualcosa di più duraturo. MILANO, S***O, FANTASMI.* è un progetto pensato come un racconto unico, dove ogni capitolo approfondisce un aspetto diverso della stessa storia.
Con S**O* questa narrazione si arricchisce di nuove sfumature, confermando una scrittura che mette al centro autenticità e vulnerabilità senza perdere l’attitudine rap.
Il risultato è un EP maturo, coerente e personale, che evita gli stereotipi del genere e utilizza la musica come spazio di analisi più che di autocelebrazione.
Se FANTASMI. aveva mostrato il peso del passato, S***O racconta le difficoltà del presente. E lo fa con uno sguardo che continua a distinguere Goodbye Marco come una delle penne più interessanti della nuova scena urban italiana.
