Nuovo appuntamento alla Casa Circondariale di Monza per il progetto promosso e finanziato da Orangle Records, che dopo la pubblicazione di “Free For Music Vol. 1” – primo album in Italia realizzato interamente all’interno di un penitenziario -, prosegue con nuovi incontri con i detenuti tra musica, vissuto personale e dialogo diretto.
Ospite di questa quarta tappa è stata Fishball, che nel suo intervento ha parlato della libertà come possibilità di vivere senza aderire a modelli imposti e di scegliere per sé.
In un contesto come quello carcerario, affrontare temi di questo tipo attraverso la musica e l’esperienza personale significa portarli fuori dall’astrazione e misurarli con la realtà. Una realtà, quella italiana, in cui il reinserimento continua a restare troppo spesso un principio dichiarato più che una pratica sostenuta con continuità: in un sistema penitenziario che al 30 aprile 2026 contava 64.436 detenuti a fronte di 46.318 posti realmente disponibili, i numeri continuano a mostrare che lavoro, formazione e percorsi seri possono cambiare davvero le prospettive di chi è in carcere, facendo crollare la recidiva fino al 2%, contro una media intorno al 70% in assenza di queste opportunità.
La presenza di Fishball ha assunto inoltre un significato particolare anche per il ruolo che l’artista occupa all’interno della scena rap italiana, un contesto ancora oggi attraversato da immaginari e linguaggi prevalentemente maschili. Portare una voce femminile in un progetto sociale come Free For Music significa ampliare il campo del confronto, superando la sola dimensione della musica come espressione personale e aprendo una riflessione più ampia su modelli imposti, appartenenze rigide, ruoli già assegnati e modalità di racconto spesso costruite dall’esterno. In questo senso, il suo intervento alla Casa Circondariale di Monza ha unito due dimensioni raramente accostate con continuità: quella delle donne nel rap e quella della musica come strumento di dialogo in contesti sociali complessi.
Come di consueto, l’incontro si è articolato in due momenti distinti: una prima parte aperta a tutti i detenuti, dedicata al dialogo e al confronto con l’artista, e una seconda riservata ai partecipanti che hanno aderito al progetto Free For Music, attualmente impegnati nella scrittura e realizzazione di nuovi brani.
In questa fase, Fishball ha ascoltato con grande attenzione i ragazzi, rispondendo alle loro domande e seguendo anche le loro esibizioni, dalle quali è rimasta molto colpita, così come dalla qualità del confronto emerso.
L’artista ha inoltre ricordato come, anche per lei, la musica abbia rappresentato un sostegno importante nei momenti particolarmente difficili del proprio percorso personale.
L’iniziativa si inserisce nel solco di “Free For Music”, il primo laboratorio musicale in Italia realizzato proprio all’interno della Casa Circondariale di Monza, che nei mesi scorsi ha coinvolto artisti come Emis Killa, Jake La Furia, Lazza e Fedez in un percorso di scrittura, produzione musicale e confronto con i detenuti.
Con l’incontro con Fishball, il progetto aggiunge così un nuovo importante passo a un cammino di sensibilizzazione e reinserimento che non si è fermato alla pubblicazione del primo disco, ma continua a creare spazi di ascolto e dialogo, mantenendo al centro la persona, il confronto e la possibilità di ripensare il proprio percorso.
La realizzazione dell’iniziativa è stata possibile grazie alla collaborazione delle istituzioni e al lavoro dei funzionari giuridico-pedagogici, della coordinatrice dott.ssa Mariana Saccone, della dott.ssa Elena Balia e della dott.ssa Laura Fumagalli, insieme alla Direzione, agli educatori e alla Polizia Penitenziaria della Casa Circondariale Sanquirico di Monza, che hanno seguito ogni fase organizzativa.
Il progetto proseguirà dopo l’estate con nuovi appuntamenti.
Immagini e video sono stati realizzati dalla fotografa Aurora Ingargiola.
