Il 20 novembre è uscito “Deserto”, il nuovo singolo del rapper Ganoona. “Deserto” è la ballata di un amore agli sgoccioli, la fotografia dell’istante in cui l’idealizzazione di un rapporto cede il posto all’inevitabile presa di coscienza.

Ecco la nostra intervista a Ganoona.

C’è molta differenza tra la faccia del Ganoona musicista e quello della vita quotidiana? 

No, diciamo che uno prende spunto dall’altro. Forse Ganoona rispetto a Gabriel ha meno paura di esprimere quello che prova anche se è “scomodo”.

Visto che “Deserto” parla anche di questo, cosa ne pensi dell’amore? 

Deserto è una ballata di un amore che sta finendo, o comunque che è entrato decisamente in crisi. Quindi direi che l’amore è un evento casuale, un incontro, che però va protetto. Da noi stessi soprattutto, dall’abitudine, dalla quotidianità… Penso che l’amore possa essere un ottimo motore per vivere e fare le cose, e non è per forza rivolto a una persona.

Con questo brano sono tre singoli, che hai rilasciato dall’inizio dell’anno… Ci vuoi far capire che uscirà un Ep a breve? 

Un EP o addirittura un disco? Sicuramente la pandemia mi sta lasciando più tempo del solito per lavorare a parecchia nuova musica.

Com’è nata l’idea di collaborare al video con Lorenzo Chiesa?

Lorenzo faceva già parte della family Noizehills Records quando mi sono unito al gruppo. Ho visto i suoi lavori e mi è subito piaciuto il suo approccio. Abbiamo instaurato un’ottima sinergia nel lavoro.

Quali sono gli artisti che più stimi della scena rap italiana di oggi?

Beh partirei dai mostri sacri, come Marracash, Dargen D’Amico o Gue Pequeno. Della nuova scena stimo molto Tedua, nella sua vena più poetica, e Ernia.

 

 

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