Il nuovo progetto u/nu del musicista e producer siciliano Rosario Di Rosa si colloca in quella zona rara della musica contemporanea in cui la ricerca sonora diventa anche riflessione filosofica sull’identità, sulla percezione e sulla materia stessa del suono. Pianista jazz di formazione e compositore da sempre interessato al dialogo tra mondi diversi — jazz, composizione contemporanea ed elettronica sperimentale — Di Rosa porta qui la sua indagine verso un territorio ancora più radicale, dove il suono non è più semplicemente linguaggio, ma organismo vivo e mutevole.

Il lavoro inaugura Avantsound, la nuova side label dell’etichetta siciliana Isulafactory dedicata alle pratiche sonore più avanzate. Più che un album nel senso tradizionale, u/nu si presenta come un ciclo di sette composizioni elettroacustiche concepite come moduli di un ecosistema sonoro aperto: possono essere ascoltate in sequenza oppure come frammenti indipendenti, contribuendo a una narrazione stratificata e non lineare.

L’ispirazione dichiarata proviene dal film sperimentale Umano non umano (1969) di Mario Schifano, e proprio come nel cinema d’avanguardia l’identità emerge attraverso frammenti, discontinuità e punti di vista multipli. Le composizioni si muovono tra glitch, ambient, noise e sound art, creando un ambiente sonoro instabile e magnetico, dove tensione e rarefazione convivono costantemente.

Ciò che rende u/nu particolarmente affascinante è il processo creativo: Di Rosa rifiuta l’uso di sintetizzatori e VST commerciali, generando ogni suono attraverso sistemi autonomi e sperimentali. Patch in Max/MSP, no-input mixing, sensori Arduino capaci di registrare dati biometrici (battito cardiaco e risposta galvanica della pelle), modelli vocali basati su intelligenza artificiale e field recordings diventano i materiali di base di un laboratorio sonoro in cui tecnologia e corporeità si intrecciano.

Il risultato è un paesaggio acustico in continuo mutamento: cluster glitch che si frantumano in texture granulari, improvvise masse di rumore che si aprono in distese quasi ambient, dialoghi tra voce artificiale e voce umana che suggeriscono una dimensione quasi post-umana. In alcuni momenti l’ascolto ricorda le architetture minimaliste del sound design contemporaneo, mentre in altri sembra precipitare dentro crepe spazio-temporali fatte di feedback e interferenze.

Ma sotto la superficie tecnologica rimane sempre una tensione poetica: u/nu indaga il conflitto tra identità virtuale e identità autentica, suggerendo che ciò che chiamiamo “io” sia in realtà un sistema dinamico di relazioni, memorie e tracce corporee. Anche l’uso dei sensori biometrici — applicati a diverse persone, inclusa la figlia dell’autore — diventa un gesto simbolico che trasforma l’identità in un processo collettivo e fluido.

In definitiva, u/nu non è un disco facile, ma è proprio nella sua natura inquieta e sperimentale che risiede il suo valore. Rosario Di Rosa costruisce un’opera che sfida l’ascoltatore a riconsiderare il rapporto tra tecnologia, corpo e suono, aprendo uno spazio di ascolto immersivo dove la musica diventa un campo di ricerca sull’essere contemporaneo.

Un lavoro che conferma Di Rosa come una delle voci più originali della sound art elettronica italiana, capace di trasformare la sperimentazione in esperienza estetica e, allo stesso tempo, in domanda aperta sul nostro tempo.

trova l’album su bandcamp.com

https://rosariodirosa.bandcamp.com/album/u-nu-2