A trent’anni da “Wessisla”, Quilo e Ruido pubblicano un progetto di 19 tracce che attraversa la storia dell’hip hop italiano, tra identità sarda, sonorità West Coast e collaborazioni importanti.
Il 23 ottobre 2026 segna un nuovo capitolo nella storia dei Sa Razza, una delle formazioni che hanno contribuito alla diffusione dell’hip hop in Sardegna e in Italia. Quilo e Ruido tornano con “Islanders Veri”, un doppio album di 19 tracce che arriva esattamente a trent’anni di distanza da “Wessisla”, il disco del 1996 che ha rappresentato uno dei primi esempi di contaminazione tra rap italiano, G-funk e sonorità West Coast.
Il nuovo lavoro non nasce soltanto dalla volontà di celebrare un anniversario importante, ma dalla necessità di continuare a raccontare un’identità musicale e culturale costruita in oltre tre decenni di attività. Al centro rimane la Sardegna, con le sue contraddizioni, la sua lingua e il senso di appartenenza che ha sempre caratterizzato la scrittura del gruppo.
Dalle miniere di Iglesias alla storia dell’hip hop italiano
La storia dei Sa Razza comincia a Iglesias, nel Sulcis, tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta. In un periodo in cui l’hip hop italiano stava ancora cercando una propria identità, la formazione sarda muoveva i primi passi all’interno del movimento delle posse, entrando in contatto con la scena nazionale grazie alla storica etichetta bolognese Century Vox.
Con il singolo “In Sa Ia / Castia in Fundu”, prodotto da DJ Gruff con il contributo dei Casino Royale, i Sa Razza iniziano a portare il rap in lingua sarda oltre i confini dell’isola.
La svolta arriva nel 1996 con “Wessisla”, pubblicato da Undafunk Records. Un album che introduce nel panorama italiano un immaginario musicale ispirato alla West Coast americana, reinterpretato attraverso la cultura sarda e una scrittura che mescola italiano, lingua locale e influenze spagnole.
Trent’anni dopo, quello stesso patrimonio sonoro continua a rappresentare il punto di partenza di “Islanders Veri”.
“Islanders Veri”, un ponte tra passato e presente
Il nuovo doppio album attraversa diverse sfumature dell’hip hop, alternando G-funk, hardcore, soul-funk, raggamuffin e influenze latin. Le produzioni sono affidate a Ruido, Kermit, Chef P, DR Meetch, Ismakilla, Rhamez, Dero, Yako, Promo L’Inverso, Nikidefre e Quilo.
Un lavoro che conserva l’impronta musicale storica del gruppo, ma si apre a linguaggi differenti, costruendo un percorso che alterna brani dall’attitudine street a riflessioni personali e sociali.
Tra i pezzi più rappresentativi figura “QR CODE”, manifesto dell’identità sarda e della storia dei Sa Razza, mentre “Ford Scorpio”, con Guè, recupera un simbolo legato proprio alla copertina di “Wessisla”.
“Così Fresh”, insieme a Neffa, celebra una connessione artistica nata negli anni della Century Vox, mentre “70’s Dreamers”, con Tormento, guarda al passato attraverso un racconto fatto di ricordi e passione per la musica.
Non mancano momenti più riflessivi, come “Come Sabbia”, con Azzurra Parisi, e “Il cielo non può crollare”, con Donato, che affrontano temi legati alla memoria, alla fragilità e alla capacità di superare i momenti difficili.
Le collaborazioni tra rap nazionale e scena sarda
Uno degli aspetti centrali di “Islanders Veri” è la presenza di numerosi artisti che hanno accompagnato, direttamente o indirettamente, l’evoluzione dell’hip hop italiano.
Tra gli ospiti figurano Guè, Neffa, Jake La Furia, Tormento, Vacca, Montenero e Sud Sound System, ai quali si affiancano protagonisti della scena sarda come Doll Kill, Lil Pin, Joe Perrino, Sik Boy Simon, Riky, Kumalibre, Natty Sam, Azzurra Parisi, G Leggenda e Donato.
La scelta di affiancare artisti affermati a realtà legate al territorio conferma la volontà di costruire un progetto collettivo, capace di raccontare sia la storia dei Sa Razza sia la vitalità della cultura hip hop isolana.
Trent’anni dopo “Wessisla”, una storia ancora aperta
A chiudere il disco è “I tratti della Calma reload”, nuova versione di uno dei brani storici di “Wessisla”. Una scelta che sintetizza il significato dell’intero progetto: guardare al passato senza rimanerne prigionieri.
“Islanders Veri” è stato anticipato da sei singoli e pubblicato anche in una speciale edizione limitata in doppio vinile gatefold, autografata e numerata, esaurita durante il preordine.
Con l’arrivo del disco sulle piattaforme digitali, i Sa Razza inaugurano una nuova fase della propria attività, accompagnata da eventi e appuntamenti dal vivo.
Il risultato è un progetto che restituisce il percorso di una formazione capace di attraversare epoche differenti senza rinunciare alla propria identità. Un’identità nata tra le strade e le miniere del Sulcis e diventata parte della storia dell’hip hop italiano.
