Con “Wall Maria” Sakküra continua il filone dell’antitrap, come da lui definito, prendendo spunto per il brano dalla serie anime “Attack on Titan”. L’artista racconta la storia d’amore di due persone che da piccole hanno affrontato singolarmente situazioni molto complicate. Quando si incontrano diventano l’una la spalla dell’altra, affrontando insieme le difficoltà che la vita gli presenta davanti, metaforicamente rappresentate dai “giganti” e dai “muri”.
Il covid ha inciso negativamente sul tuo processo creativo?
In realtà no, anzi, il dover restare a casa mi ha aiutato ad eliminare distrazioni e mi sono concentrato molto sui miei progetti musicali.
Credi che “Wall Maria” sia un nuovo punto di inizio per il tuo percorso musicale?
Si, Wall Maria è il pezzo che darà inizio ad una serie di sperimentazioni di cui non vi faccio spoiler, ma che credo abbia molte potenzialità.
Come nasce la tua passione per il beat box?
La passione per il beat box è nata in modo quasi casuale direi. 7 anni fa mi hanno incuriosito vari canali You Tube di persone che facevano quelli che prima chiamavo “rumori con la bocca”. Da quel momento mi sono incuriosito e, per la gioia di mio nonno che era costretto ad ascoltarmi a tutte le ore del giorno, ho iniziato a praticarlo assiduamente, cercando di migliorarmi di volta in volta. Da quel momento non ho più smesso.
Come sta andando il nuovo singolo? Cosa ti stanno scrivendo più spesso i tuoi ascoltatori?
La risposta degli ascoltatori è molto positiva, in molti apprezzano il testo e lo ritengono evocativo, che è proprio quello che speravo. In molti si sono commossi e sono venuto a sapere che il pezzo viene apprezzato anche fa fasce d’età che con i brani precedenti non avevo raggiunto.
Ti ritrovi nelle nuove sonorità proposte nella scena hip hop italiana?
Si, trovo alcuni punti in comune con i artisti come Tha Supreme e Leon Faun che hanno sonorità molto innovative, ma allo stesso tempo mi sto impegnando per cercare di portare sul mercato musica con sonorità sempre nuove.
